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Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

LA DIFFICOLTA’ DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Aggiornato il 9 ottobre 2024
La difficoltà della raccolta differenziata
Il crescente interesse e la sensibilizzazione verso le tematiche green ci hanno reso più attenti alla gestione dei rifiuti, in ufficio e in casa, ma questo ha comportato un cambiamento non indifferente nelle nostre abitudini di vita.
Non c’è dubbio che la raccolta differenziata, il riciclo dei rifiuti, l’attenzione all’ambiente siano temi che devono stare a cuore a tutti quanti, ma siamo passati da gettare allegramente i rifiuti dai finestrini delle auto negli anni ‘80 alla convivenza forzata con gli avanzi del pesce e i pannolini nei giorni in cui il calendario della raccolta differenziata ci dice che dobbiamo aspettare.

LA FREQUENZA DEL RITIRO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Se sei ammalato, se una sera rientri tardi, se ti assenti per qualche giorno e perdi il giorno in cui passano a ritirare quel tipo di rifiuto finisce che devi uscire di casa tu per fare posto ai bidoni colmi. Nel mio caso, non trovando in commercio bidoni abbastanza capienti da “fare il giro” della settimana, ho dovuto riutilizzare alcuni scatoloni di cartone ricoprendoli con la carta adesiva: due ricicli con una fava.
E che dire di quando si va in ferie proprio nella settimana in cui raccolgono il vetro? Si consegna in gestione ai vicini insieme alle chiavi di scorta chiedendo di metterlo fuori la sera prima del giorno del ritiro.

IL CARICO MENTALE DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Se il compito di gettare l’immondizia apparteneva storicamente al marito, ora che comporta bisogna ricordarsi il giorno preciso in cui si può buttare via qualcosa finisce che è la moglie che deve ricordarlo al marito. Alla fine tocca sempre alla donna  il compito più gravoso ovvero il “carico mentale della gestione del rifiuto”.
Ma quando il marito latita o è assente può capitare, come è capitato anche a me, di rientrare da una serata con il tacco alto e la gonna attillata e, prima di entrare in casa, di correre a portare fuori i rifiuti “da calendario” vestita di tutto punto per non stare a salire al piano di sopra a mettermi le scarpe da ginnastica. Ma, ancora di più, mi è capitato di uscire in pigiama alle 6.30 del mattino a portare fuori il bidone dell’organico perché la sera prima pioveva.

LA DIFFICOLTA’ NEL SUDDIVIDERE I RIFIUTI

Attribuire un rifiuto al contenitore giusto richiede una laurea in chimica. Quando vengo presa dai dubbi utilizzo l’app che ho scaricato e che dovrebbe aiutarmi a districarmi fra i vari materiali, ma spesso mi crea più confusione che altro. Infatti non ho ancora capito se gli involucri delle merendine vanno nell’indifferenziato o nella plastica, perché sembra che nell’indifferenziato non debba finirci più niente ma quando vai a leggere attentamente le istruzioni sono tante le cose non puoi gettare nei contenitori dedicati.
Ma l’indifferenziato spesso è a pagamento, quindi si tende ad utilizzarlo il meno possibile, anche sbagliando la suddivisione dei rifiuti pur di non riempire il famigerato bidone grigio.

TENTARE DI SBARAZZARSI DEI RIFIUTI NOTTETEMPO

Per alcuni rifiuti, come per i termometri al mercurio, devo fare alcuni chilometri per disfarmene perché non tutte le isole ecologiche li ritirano. Certo quella vicino a casa mia non lo fa. Ma i chilometri li fa anche chi organizza raid notturni per portare l’immondizia nei pochi luoghi dove ancora c’è il cassone comune. Muovendosi nell’ombra della notte come un ladro perché se ti fermano a trasportare rifiuti senza avere l’iscrizione all’Albo Nazionale dei Trasportatori finisce che ti prendi anche una multa. Trasportare rifiuti senza autorizzazione è diventato pericoloso quanto trasportare un carico di droga.

GLI ANZIANI E LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Che dire dei genitori anziani che iniziano ad avere qualche disturbo cognitivo? Spesso fanno fatica a dividere correttamente la carta dalla plastica e mescolano tutto. Per non parlare della difficoltà a ricordare quale giorno devono portare fuori il bidone di quel determinato rifiuto, bidone che oltretutto ha un peso che può metterli in difficoltà.
Così finisce che sono i figli ad occuparsi della gestione dei rifiuti  anche perché non ha senso che prendano una badante solo per dividere i rifiuti e non rischiare una multa. Sembra una banalità ma per gli anziani differenziare può diventare un serio problema.

 

la raccolta differenziata in condominio

Se chi ha i bidoni singoli ha il suo bel da fare a stare dietro ai giorni della raccolta differenziata, chi vive nei condomini può utilizzare i bidoni condivisi ma non se la passa certo meglio. Ci sono i cassoni da far pulire (con aggravio di costi), e ci deve essere qualcuno disponibile a portare in strada i bidoni se non sono accessibili agli operatori. Ci sono i litigi per chi non li usa correttamente, e se sono posizionati in zone trafficate finisce che li usa anche chi non è del condominio. L’altra sera ho assistito ad un’accesa discussione in una riunione condominiale che verteva proprio sull’argomento, con accuse reciproche in assemblea sull’utilizzo condiviso dei cassoni in maniera tropo “allegra” da parte di qualcuno.

IL FUTURO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Alla fine dico: va bene tutto, ma possibile che non si trovi un altro modo?
La bolletta, malgrado le promesse, non è diminuita. La TARI è un costo che continua ad avere un’incidenza troppo alta nel bilancio delle famiglie. Il tempo e lo spazio dei cittadini sono dati per scontati e non vengono minimamente ripagati.
Mi auguro che questa sia solo una fase di passaggio e che si arrivi ad una soluzione più ragionevole, che prima o poi tutti i rifiuti spariscano dalle strade e dalle cucine, e che si trovino prodotti e soluzioni che risolvano il problema all’origine senza farci diventare dei fisici quantistici o dei facchini.
E spero che in futuro i giovani possano sorridere pensando “Ma come facevano i nostri nonni con tutti quei sacchetti e quei bidoni?”
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