Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

“E’ STATO UN ERRORE DEL COMPUTER”

Errore del computer
E’ stato un errore del computer

Qualche giorno fa a mia madre è arrivato il resoconto delle spese condominiali 2013 con un preventivo per l’anno 2014 di importo stranamente molto basso, tanto che molti condomini risultavano a credito.

A distanza di qualche giorno è arrivato un secondo resoconto a rettifica, con il riporto del preventivo corretto, dove veniva l’attribuito l’errore precedente ad un problema verificatosi con il computer.
La giustificazione mi ha fatto sorridere, come se i computer fossero essere umani pensanti in grado di sbagliare il riporto del valore che doveva essere suddiviso.
Eppure qualche giorno dopo mia mamma, incontrando alcuni vicini di casa che commentavano la vicenda, si è sentita dire che dopotutto “è stato un errore del computer”.
Allora ho capito. Ho capito perché i fatti a volte vengono proposti in modo palesemente fasullo, se se è così semplice fuorviare le persone.
Ho capito perché gli eventi che riguardano il nostro paese sono diventati ormai soggettivi anziché oggettivi, e di come siamo in balia di quello che i politici ci fanno credere attraverso i media.
All’inizio era solo il linguaggio della pubblicità, il linguaggio commerciale, della marca (“I persuasori occulti”), ma il rischio era ancora contenuto, anche se ci ha portato a una società “consumo-centrica”.
Poi anche la politica ha adottato questo modus operandi. Si è tolta di dosso la polvere di un linguaggio ingessato dalle tribune politiche all’alba della discesa in campo di Silvio Berlusconi, sino ad arrivare all’utilizzo di twitter per dialogare direttamente con i propri elettori-followers senza filtri.
Ora però farsi un’opinione da soli non è affatto facile, perché quello che fino a qualche anno fa rimaneva dietro le quinte dei palazzi, ora con internet e lo streaming viene portato in evidenza, e si sente tutto e il contrario di tutto con grande confusione per chi cerca di capire. Un po’ come i siti del meteo, che ti dicono in anticipo che forse domani nevicherà, e finisce che domani non esci di casa anche se fuori c’è il sole, mentre una volta si guardava il cielo e si decideva di uscire sul momento in base al colore del cielo e non su probabilità empiriche.
Io stessa mi rendo conto di come varia il mio punto di vista sugli eventi della politica in base a come mi sono stati proposti, e soprattutto in base al carisma di chi me li ha proposti. Se è vero che il politico deve “convincere razionalmente e persuadere emotivamente”, con i nuovi linguaggi mi sembra che l’aspetto emotivo abbia preso il sopravvento, visto che l’aspetto razionale presuppone che l’elettore sia informato e consapevole.
Ed ecco allora che i politici in televisione danno sempre più l’impressione di essere attori che recitano una parte, e anche in parlamento sembrano più attenti a provare scenografie che a discutere sui contenuti delle leggi.
Sui giornali però non esistono solo le prime pagine; tele e radiogiornali non sono fatti solo dai lanci delle notizie; il web rappresenta una fonte inesauribile di informazioni se si sanno cercare correttamente.
Cerchiamo di essere sempre affamati di sapere; non fermiamoci alla superficie, alla prima versione dei fatti, ma scaviamo nel profondo.
Esercitiamo quello spirito critico che ci porta a capire che forse, se il computer si è sbagliato, probabilmente c’era qualcuno dietro che non l’ha utilizzato correttamente, anche se cerca di farci credere il contrario.

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