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Cum Grano Salis

Riflessioni di una Contabile su temi Economici e Finanziari di MONICA VITALI

COME TOGLIERE LA GESTIONE DEL DENARO AD UN GENITORE

Aggiornato il 4 aprile 2023

Togliere la gestione del denaro ad un genitore

 

Togliere la gestione del denaro ad un genitore è un passaggio che ad un certo punto della vita molti figli si trovano ad affrontare.

Anche se i nostri genitori sono sempre stati capaci di gestire il proprio denaro, e magari sono stati proprio loro ad insegnarcelo, con il passare degli anni possono iniziare ad avere difficoltà ad occuparsi di quelle piccole e grandi questioni economiche che hanno sempre gestito da soli.

Spesso i primi segnali sono problemi di memoria, talvolta legati a forme di deterioramento cognitivo o demenza. Ci accorgiamo che per loro diventa difficile fare conti e pagamenti, che dimenticano le scadenze, che non ricordano dove hanno messo il contante oppure che perdono ripetutamente la borsa o il portafoglio.

In questa fase gli anziani diventano  più vulnerabili ai raggiri da parte di truffatori, vicini di casa, parenti o persone che a vario titolo frequentano l’abitazione. Ci sono persone con pochi scrupoli che nel momento in cui vedono una debolezza in un anziano ne approfittano immediatamente. E spesso non sono degli sconosciuti.

 

TI RACCONTO LA MIA ESPERIENZA

Mia mamma è sempre stata brava a gestire il proprio bilancio familiare. E’ rimasta vedova all’età di 60 anni e prima di quel momento amministrava tutto il mio papà, ma quando è stato il suo momento mia mamma si è dimostrata subito in grado di cavarsela egregiamente fra scadenze fiscali e bilanciamento di entrate e uscite.

Tutto questo sino all’età di circa 84 anni perché poi non è stato più così.

 

la difficolta’ nel gestire il denaro

La prima avvisaglia c’era stata qualche anno prima quando mi stupì moltissimo che mia mamma si fosse dimenticata di andare al CAF per pagare le imposte sulla casa. Ma siccome negli anni precedenti c’erano stati diversi cambiamenti con ICI, IMU, TARI e TASI che andavano e venivano, non ci feci particolarmente caso. Invece fu soltanto il primo segnale di una lunga serie.

n seguito iniziò ad avere difficoltà anche a gestire le spese in contanti, così a un certo punto dovetti intervenire per evitare che continuasse a prelevare denaro, occupandomi personalmente di darle i soldi necessari per le sue spese quotidiane. Per me si trattava di un’ulteriore incombenza, dopo la somministrazione delle medicine, che si aggiungeva agli innumerevoli impegni legati alla famiglia e al lavoro. Ma lo facevo volentieri e, oltretutto, lavorando nella contabilità, mi veniva anche naturale.  Tuttavia, il passaggio alla “paghetta” al genitore è stato fortemente doloroso, perché togliere a un genitore la gestione del proprio denaro significa privarlo di uno degli ultimi simboli della sua indipendenza, insieme alla possibilità di guidare.

 

IL RAPPORTO CON IL DENARO DEI PROPRI GENITORI

La situazione si complica ancora di più se i propri genitori sono sempre stati parsimoniosi durante la propria esistenza senza godersi il patrimonio accumulato per difficoltà legate a motivi più psicologici che finanziari.

Magari sono nati e cresciuti nel dopoguerra, quando l’idea del risparmio per costruirsi o acquistare una casa era molto radicata. Alcuni hanno patito la fame o la temono ancora a causa dei racconti tramandati dai propri genitori.

La sensazione può essere quella di infrangere un tabù perché magari si è preparati a gestire quel patrimonio accumulato con tanta fatica nel momento in cui verrà ereditato e non si è pronti a farsene carico quando i genitori sono ancora in vita e magari soffrono nel vederci fare delle scelte economiche che non condividono, pur se fatte nel loro interesse. Come ad esempio pagare uno specialista per una visita medica perché con il Servizio Sanitario Nazionale i tempi di attesa sarebbero troppo lunghi. Faticano a capire che il tempo dei figli è prezioso, preferiscono il risparmio ad ogni costo e difficilmente tollerano un aiuto domestico che non sia gratuito.

 

cinque CONSIGLI UTILi

A chi si trova nella condizione di dover prendere in mano la gestione economico-finanziaria dei genitori vorrei dare qualche consiglio:

1) Innanzitutto bisogna instaurare un rapporto direttamente con la banca, domiciliando le eventuali utenze che ancora non lo sono e gestire il conto corrente del genitore tramite home banking. Nel mio caso era già stato tutto domiciliato da tempo. Quando ancora la situazione non era ancora critica mi ero già fatta passare il suo conto sul web per monitorare i movimenti e fare alcuni pagamenti.

2) Farsi dare la delega ad operare sul conto o eventualmente la firma congiunta.

3) Fare delle estrapolazioni in excel per raggruppare le principali voci di spesa e incasso, in modo da tenere monitorato l’equilibrio finanziario e valutare l’accantonamento e l’erosione media del patrimonio annuale, per non avere sorprese quando i costi aumenteranno in vista di una eventuale badante o ricovero in un istituto.

4) Prendere contatti con l’amministratore del condominio per ricevere i documenti per il pagamento delle spese condominiali, visto che solitamente sono variabili e si pagano tramite bonifico. Suggerisco di non arrivare alla situazione di estrema urgenza prima di affrontare questo punto e i punti precedenti.

5) Qualcuno consiglia di passare all’istituto dell’amministrazione di sostegno per poter prendersi in carico legalmente della gestione del patrimonio del familiare. Io personalmente lo sconsiglio con cognizione di causa, perché sono stata amministratrice di sostegno del patrimonio di mia zia che non aveva altri parenti in Italia tranne me. Rapportarsi con il Tribunale per chiedere autorizzazione alle operazioni straordinarie o presentare l’inventario annuale è cosa semplice ma non semplicissima, soprattutto se, come nel mio caso, ogni volta dovevo fare 20Km per andare a Forlì essendo stato chiuso il Tribunale a Cesena. Inoltre l’atteggiamento era quello che io dovevo adattarmi alle loro procedure, tempi e orari come se vivessi in funzione dei loro comodi. Chi ha avuto a che fare con i Tribunali sa di cosa sto parlando (in questo post ho parlato della mia esperienza e aggiunto un esempio di rendiconto).

 

vantaggi e svantaggi del figlio unico

Io sono stata figlia unica con tutti gli oneri e onori che ne conseguono. Non avevo nessuno con cui condividere la presa in carico delle finanze, perciò quello che facevo non lo dovevo discutere con nessuno. E’ diverso e più complicato quando ci si deve mettere d’accordo fra più persone, con visioni, caratteri e disponibilità economiche diverse. In questo caso ha senso rivolgersi al Tribunale e stabilire chi debba fare da amministratore di sostegno. Diversamente credo sia più semplice parlare con la propria banca e trovare insieme una soluzione.

 

non inseguire la moda

Ultimo consiglio che sembra banale ma non lo è affatto. La moda attuale prevedere che i portafogli abbiamo gli scomparti aperti come il portamonete rosso della foto, che è una follia per chi ha difficoltà a gestire i fogli di carta e rischia di perderli ogni volta che lo apre. Meglio un portafoglio come quello di sinistra che ha lo scomparto che tiene fisse le banconote, che per fortuna avevo trovato su Internet.

 

I PAGAMENTI CON CARTA

Prima di fare l’acquisto del portafoglio sono andata al supermercato dove mia mamma andava abitualmente a fare la spesa per chiedere se c’era un modo per pagare senza utilizzare un bancomat o una carta di credito che richiede la battitura di un codice, che per un anziano può essere complicato.

Alla risposta “Ancora no ma prima o poi ci attrezzeremo” ho capito che ancora non è un mondo a misura di anziano, in barba a tutte le statistiche che ci allarmano per l’invecchiamento della popolazione. Nel passaggio dal contante alla moneta elettronica che sta attraversando la nostra società nessuno si preoccupa di quelle persone che hanno difficoltà a non utilizzare il contante e non mi sembra che si stia facendo niente per agevolarle. Speriamo che quando toccherà a noi qualcuno avrà pensato a come semplificarci la vita.

Qui trovi la puntata di Facciamo Economia su Youtube dove ho parlato di questo argomento

 

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